Bentornato ’900

  • data:dal 31-03-2019 al 01-06-2019
  • dove:Palazzina Storica
    37019 Peschiera del Garda (VR)

descrizione evento

L’assessorato alla Cultura del Comune di Peschiera del Garda, in collaborazione con MV Eventi, presenta la mostra “Bentornato ’900: l’arte del XX secolo”, che aprirà al pubblico nei locali espositivi della Palazzina Storica, da domenica 31 marzo fino al 1° giugno 2019.

 

L’esposizione, curata da Matteo Vanzan, sarà un viaggio nella storia dell’arte del Novecento attraverso le opere di Bueno, Crippa, De Chirico, Dorazio, Guidi, Guttuso, Licata, Pizzinato, Rosai, Sassu, Schifano e molti altri artisti. Una sintesi di oltre 40 opere che indaga le principali correnti artistiche del Novecento per capire come il pensiero dell’uomo si sia sempre fatto portavoce di una necessità intrinseca dell’artista: quella di comunicare lo stato d’essere di un inconscio in perenne movimento.

 

Un’esposizione che, per la prima volta, trova estensione sul terreno urbano con l’installazione in Parco Catullo di sculture monumentali di Bedeschi, Chiurato, Dalla Costa, Fortuna, Guerra, Lodola, Mambor, Pisani e Rampin in uno stretto dialogo “Natura-Arte-Ambiente”.

 

“Il percorso della Palazzina Storica come sede museale di mostre d’arte temporanee è iniziato nel 2015 con l’apertura al pubblico della mostra dedicata a Andy Warhol”, afferma l’assessore alla Cultura, Elisa Ciminelli. “Il grande successo di pubblico ci ha convinti dell’importanza di creare un polo che potesse raccogliere il turismo culturale affezionato al Lago di Garda con una nuova e migliore offerta di esposizioni artistiche. Nel corso di questi ultimi quattro anni a Peschiera del Garda abbiamo ospitato opere di Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Robert Indiana, Roy Lichtenstein, Mario Schifano, Giorgio De Chirico, Ottone Rosai, Piero Dorazio, Michelangelo Pistoletto, Christo, Arman, Yves Klein, Mario Giacomelli, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Man Ray, Giorgio Vasari, Il Guercino, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Francesco Solimena, in un excursus storico-culturale che, partendo dal Realismo del ’600, arriva fino alle più innovative ricerche concettuali di Marina Abramovic”.

 

“L’esposizione”, spiega il curatore Matteo Vanzan “si pone l’obiettivo di rendere omaggio ad alcuni dei principali artisti che hanno saputo animare la scena artistica mondiale, non con la semplice produzione di opere d’Arte, ma nell’accezione più profonda del termine, liberandosi da costrizioni che spesso hanno teso alla totale omologazione, purificandosi dagli aspetti negativi che la società ed il mercato imponevano, arrivando alla più libera comunicazione interiore ed entrando a buon diritto, e proprio per questo motivo, nella storia dell’Arte”.

 

Uno dei meriti di de Chirico, dal punto di vista storico e artistico, è quello di essere riuscito a rendere efficacemente visibile il dualismo tra il mondo reale e quello metafisico. Nelle sue ultime fondamenta, il reale appare all’uomo in un eterno mistero che solo il pittore può congelare in un istante eterno facendo apparire l’arte stessa di fronte a un ritorno all’ordine necessario, come egli stesso affermava: “prima di essere cézanniani, picassiani, soutiniani, o matissiani e prima di avere l’emozione, l’angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità (i nostri geni modernisti) farebbero meglio ad imparare a fare una bella e buona punta al loro lapis”. Un cammino, dopo de Chirico, che non si è mai fermato nonostante la ferma posizione e denuncia del pictor optimus portando alle grandi rivoluzioni dell’arte astratta e informale che spazzò via le ricerche precedenti liberando l’inconscio, in antitesi con le ricerche figurative del Realismo sociale e del Neo Realismo.

 

Dopo il gesto liberatorio di Pollock, che influenzò centinaia di artisti in tutto il mondo” continua Matteo Vanzan, “l’arte sembrava essere ad un punto morto: tutto era stato indagato, rappresentato, messo in discussione. Nonostante de Chirico, nessuno sembrava in grado di voltare definitivamente pagina e ripartire da zero, con nuovi spunti di riflessione, nuovi interrogativi fino alle ricerche proprie degli anni Sessanta”.

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 31 marzo 2019 nei locali espositivi siti nel lato sinistro della Palazzina Storica di Peschiera del Garda, e sarà visitabile nei seguenti orari: il venerdì dalle 15.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00, a ingresso libero e gratuito. Pasqua aperto solo il pomeriggio.